Ti trovi in :: Itinerari >Monte Sella per la Lizza della Monorotaia  
Monte Sella, per la Lizza della Monorotaia
Alpi Apuane, 22 Agosto 2009
Monte Sella 1739 m. Per la Lizza della Monorotaia


Gruppo Alpi Apuane – Nodo della Tambura e Cresta di Sella
Punto di Partenza Renara
Punto di Arrivo Resceto
Dislivello Complessivo 1429 m. (Renara 310 m. -Monte Sella 1739 m.)
Tempo di Percorrenza 7h:30’ (soste comprese)
Punti di appoggio -
Difficoltà Molto Impegnativa a livello fisico – Senza difficoltà  tecniche
Attrezzatura NO
Percorso Automobilistico Empoli – SGC FIPILI (PISA)  - A11 fino a Massa – Guadine – Gronda - Renara (Resceto)
Fotografie N°94 foto disponibili -

Partiti da Empoli  alle ore 05:00 con 2 macchine, usciamo a Massa e seguimao le indicazioni per Resceto; Superiamo l’abitato di Gronda (dove c’è il bivio per Renara) e arriviamo a Resceto alle ore 06:30 dove lasciamo 1 macchina che ci servirà per il rientro dal “Canale dei Piastriccioni”. Con la 2° macchina percorriamo a ritroso la strada fino in località Gronda dove imboccata la strada per Renara ,dopo qualche Km  diventa sterrata , quindi proseguiamo fino a dove termina la strada in corrispondenza di un’ampio spiazzo nel quale si può parcheggiare la macchina. Da qui si nota un’edificio abbandonato vicino ad un saggio di cava e la capanna del pastore. Siamo a Renara 310 m. ../foto_celestino.jpg da qui partiamo a piedi, qui la valle si biforca e prendiamo il ramo di sinistra, nei pressi dell’edificio abbandonato, il ramo di destra porta al “Passo del Vestito”. Percorriamo la vecchia camionabile ../foto_celestino.jpg che porta a “Poggio Caricatore”, 500 m. circa, dove ha inizio la “Lizza della Monorotaia” in corrispondenza di un casotto ../foto_celestino.jpg dove è sempre presente un carrello di carico oramai arrugginito; 40’ dalla partenza. In questo punto la valle si biforca ulteriormente , lasciamo il “Canale della Buchetta”, e, a sinistra, iniziamo a salire la “Via di lizza della Monorotaia”../foto_celestino.jpg che percorre il “Fosso del Chiasso”.
Inizialmente la via , da subito ripida ../foto_celestino.jpg, gira leggermente sulla destra fino a procedere rettilinea e con pendenze del 80-90% (40°circa) ../foto_celestino.jpg fino all’uscita del “Fosso del Chiasso”. La monorotaia ci accompagna per tutto il percorso e la pendenza è superabile, grazie a degli scalini ../foto_celestino.jpg, 2500 circa, 4 per ogni metro di rotaia, costruiti per permettere ai cavatori di raggiungere le cave  superando pendenze altrimenti impossibili da superare. In circa 1h:30’ dalla partenza, 50’ da “Poggio caricatore”, arriviamo all’uscita del “Fosso del Chiasso” 990 m. circa ../foto_celestino.jpg, dove la pendenza diminuisce leggermente, la valle si biforca e la vista si apre../foto_celestino.jpg; Da qui sulla destra si può vedere il ricovero dei cavatori abbandonato ../foto_celestino.jpg e molto più in alto la casa del custode; mentre sulla sinistra, in alto, si vede la cabina elettrica dismessa, caratteristica della “Focola del Vento” ../foto_celestino.jpg.Dopo una breve sosta per riprendersi dalla fatica../foto_celestino.jpg , da qui, percorrendo ancora per pochi metri la lizza della monorotaia, arriviamo ad un bivio (non molto visibile) ../foto_celestino.jpg , qui si lascia la “Via di lizza della Monorotaia” che percorrendo il ramo di destra porterebbe fino a “Cave Ronchieri”, e percorriamo il valloncello di sinistra puntando dritti alla cabina elettrica “Focola del Vento” ../foto_celestino.jpg. Ometti in pietra visibili già dal bivio sopra descritto ci aiutano a percorrere il valloncello per i resti della “ Via di Lizza delle cave Bagnoli” ../foto_celestino.jpg fino a raggiungere una forcelletta in cresta../foto_celestino.jpg, e dopo pochi metri nei pressi di uno spuntone roccioso a riunirsi con il sentiero n° 160 proveniente da Resceto; da qui in cresta per i resti della “Lizza  Bagnoli” si giunge alla “Focola del Vento” 1358 m. ../foto_celestino.jpg ; 45’ dall’uscita dal “Fosso del Chiasso”, 2h:30’ dalla partenza. A questo punto il sentiero n° 160 ci porta sempre molto ripidamente per spezzoni di lizza../foto_celestino.jpg , saggi di cava../foto_celestino.jpg, e un ravaneto a “cave Bagnoli” 1600 m. dove ci sono dei blocchi di marmo ancora intatti ../foto_celestino.jpg, quindi proseguendo si raggiunge il filo di cresta del Monte Sella../foto_celestino.jpg, tra le due vette che lo contraddistinguono, e piegando a sinistra in 1 minuto si raggiunge la vetta 1739 m. ../foto_celestino.jpg 1h dalla “Focola del Vento”, 4h dalla partenza. Stanchi dalla fatica ma molto appagati, prima di ridiscendere raggiungiamo anche l’altra vetta del Monte Sella (5 min. per il filo di cresta) dove è presente un piccolo Totem in legno con una targhetta che riporta su scritto “Monte Sella 1739 m.) ../foto_celestino.jpg  sembrerebbe quindi la vetta principale. A ritroso per la stessa strada si discende alla “Focola del Vento” in 30’../foto_celestino.jpg , quindi si percorre il sentiero n° 160 sul breve tratto di cresta che scende dalla “Focola del Vento”  e, in corrispondenza di uno spuntone roccioso ../foto_celestino.jpg a monte di una forcelletta, la traccia piega sulla destra entrando in un canale secondario ../foto_celestino.jpg che scende nel “Canale dei Piastriccioni”   (o “dei Vernacchi” come verrà chiamato tra un po’ di tempo) sul versante di Resceto opposto a quello di salita . Il sentiero n° 160 scende subito molto ripido nel canale ../foto_celestino.jpg fino ad arrivare prima al bivio con il sentiero n° 165  che da Resceto porta alle “Cave Cruz” (Segnalato con un ometto in pietra un palo di legno dal quale sono cadute 2 piccole targhette di alluminio  che indicano il n° dei sentieri 160 e 165) ../foto_celestino.jpg e quindi scendendo ancora, al bivio per “I campaniletti” ../foto_celestino.jpg e proseguendo  al bivio con il sentiero n° 164 ../foto_celestino.jpg per il Rifugio “Nello Conti” dove c’è una fonte naturale   che sgorgava molto lentamente  dal terreno ../foto_celestino.jpg, ma che ci ha permesso di riempire le borracce.(Presenti cartelli segnalatori Sentieri n° 160, 164, 165, unitamente alla segnalazione della Fonte su una roccia ../foto_celestino.jpg).
Proseguendo verso valle sul sent. N° 165, percorrendola lizza del “Canale dei Piastriccioni” ../foto_celestino.jpg , si arriva a Resceto 485 m. ../foto_celestino.jpg1h:50’ dalla Focola del Vento ; 2h:30’ dalla Vetta del Monte Sella.../foto_celestino.jpg.

Tempi di percorrenza: Renara – Poggio Caricatore 40’ - Uscita Fosso del Chiasso (bivio per la Focola del Vento) 50’ – Focola del Vento 45’ – Monte Sella 1h – Focola del Vento 30’ – Bivio Rifugio conti  con sent 164 e Fonte 1h – Resceto 45’.
Considerazioni: Percorso Classico Apuano che percorre principalmente vie di lizza con grandi dislivelli da superare (Lizza della Monorotaia, Lizza Bagnoli, Lizza dei Piastriccioni). Itinerario molto impegnativo a livello fisico a  causa dei  i grandi dislivelli da superare su pendenze estreme. Si consiglia di partire molto presto al mattino per evitare di percorrere troppo dislivello al sole, inoltre si raccomanda di portare al seguito 2 litri di acqua cad.uno.

Cenni storici: L’itenerario sopra descritto ci porta a percorrere la “Lizza della Monorotaia”, “Di Piastreta” o “Denham”, una lizza storica dismessa dal 1975 che trasportava, per mezzo di un carrello di carico ed una macchina a motore “Denham” su monorotaia, blocchi di marmo, dalle Cave di Piastreta fino a Renara. La lizzatura meccanica fù inventata dall’ingegnere Inglese Charles Denham, proprietario delle cave di Piastreta, sotto la vetta del “Monte Sella”, negli anni 20 e trasportava meccanicamente blocchi di marmo fino ad 11 tonnellate superando pendenze del 80-90% (45°) nel “Fosso del Chiasso”. La macchina fù messa in funzione nel 1923, la rotaia aveva uno sviluppo complessivo di 3500 m. e superava un dislivello di circa 1070 m. dalla cave di Piastreta 1570 m. fino a Poggio Caricatore 500 m. circa. Era un’opera ingegneristica per il trasporto del marmo veramente eccezionale, la via di lizza più famosa della nostra catena davanti alle quale è impossibile non rimanere stupefatti. Inizialmente la via fù creata per la lizzatura manuale poi trasformata negli anni 20 in lizzatura meccanica, per subire poi un periodo di inattività e di abbandono per essere poi ripristinata negli anni 60 dal nuovo proprietario delle Cave di Piastreta, Ronchieri, fino alla definitiva chiusura nel 1975 con l’apertura della camionabile di Arni; Insomma, un pezzo di storia importante per le Alpi Apuane.



 

© Copyright Club Punta Questa 2008